Forme della solitudine

Minsky #1

Non è facile scrivere su Fargo, soprattutto se si vuole andare fuori dal suo ambito.Con la terza stagione, Fargo cambia ancora pelle. Noah Hawley prende gli ingredienti che hanno reso riconoscibile la serie — il noir, l’umorismo nero, la violenza improvvisa, i personaggi ordinari trascinati in situazioni assurde — e li porta in una dimensione ancora più riflessiva.La stagione 3 ruota attorno a una serie di personaggi molto diversi tra loro, ma accomunati da una certa incapacità di controllare gli eventi. Ray Stussy e suo fratello Emmit rappresentano due modi opposti di vivere lo stesso passato; Nikki Swango introduce una componente imprevedibile e quasi grottesca; Gloria Burgle, invece, è il personaggio che cerca disperatamente di rimettere ordine in un mondo che sembra aver perso qualsiasi logica. E sopra tutti aleggia V.M. Varga, uno dei cattivi più inquietanti e moderni dell’intera serie.Nella puntata dedicata all’androide Minsky. Gloria Burgle si trova a Los Angeles e, apparentemente lontana dal caos del Minnesota, finisce dentro una storia che sembra appartenere a un altro universo. Qui entra in scena Minsky, che è il personaggio di un vecchio libro di fantascienza, scritto dal patrigno della stessa Burgle.L’episodio è un piccolo gioiello perché utilizza la fantascienza non semplicemente come elemento narrativo, ma come metafora. Minsky è un personaggio che vive in un mondo dove le cose dovrebbero avere una spiegazione, dove esistono regole e dove, almeno teoricamente, il bene e il male sono distinguibili. Gloria Burgle, invece, si trova in una realtà nella quale le spiegazioni sembrano non bastare più.La sequenza dedicata alla serie televisiva potrebbe sembrare una parentesi bizzarra rispetto alla trama principale, ma in realtà è una delle chiavi di lettura di Fargo 3. L’androide Minsky diventa quasi uno specchio di Gloria: entrambi cercano di comprendere un universo che non risponde più alle categorie con cui sono abituati a interpretarlo. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui la terza stagione funziona così bene. Fargo non racconta soltanto il crimine: racconta il bisogno umano di trovare un ordine nel caos. E quando quell’ordine scompare, persino un androide può diventare sorprendentemente umano.