Forme della solitudine,  Saggistica

Forme della solitudine. Per un catalogo della solitudine contemporanea

Prefazione di Andrea Billau.

Il mio libro si propone di restituire alcuni paesaggi della solitudine contemporanea, rivolgendosi al contempo alla mia generazione e a quella dei miei alunni. Evitando coscientemente di analizzare testi letterari e filosofici, il libro si muove lungo quella che viene definita cultura Pop e che viene impropriamente, secondo me, relegata in un ambito inferiore rispetto a quella definita Mainstream. Attraverso l’analisi di scene di film e di serie tv, di testi di brani musicali, di colonne sonore, di spettacoli teatrali e perfino della sigla di un cartone animato (tutti considerati in senso ampio dei testi: per un elenco, si veda l’indice in calce), con un linguaggio semplice e diretto, il testo si propone di indagare diverse forme della solitudine, per come si presentano oggi all’essere umano. Ogni capitolo esplicita in una sorta di sottotitolo quale tipo di solitudine tratterà, rendendo così la lettura leggermente più guidata. Ogni capitolo è a sé stante, permettendo una lettura a compartimenti stagni, una lettura serale giusto prima di addormentarsi. Ma, anche se ogni capitolo tratta di una solitudine diversa, chi voglia leggere il libro tutto d’un fiato troverà senz’altro anche molti elementi in comune tra un capitolo e l’altro.Il centro argomentativo di questo libro è naturalmente la solitudine. Con una precisazione: in nessun caso si cede a facili e inutili discorsi su di essa, evitando generalizzazioni e banalità. Nei quindici capitoli (più la conclusione) che compongono il volume, si è cercato di perseguire due criteri di fondo: la chiarezza espositiva e la semplicità del linguaggio utilizzato. Grazie al filo rosso della solitudine, è stato possibile mettere in relazione esperienze apparentemente distanti come C’era una volta in America e Cloverfield; Radio Clandestina e American Pie; Carlito’s Way e Fargo (la serie tv), per fare giusto qualche esempio: ma le corrispondenze sotterranee del libro sono davvero molte. Sono persuaso che la solitudine sia una delle cifre stilistiche, per così dire, della contemporaneità e mostrarne qualche faccia, attraverso emozioni e bellezza estetica, possa significare molto, per il lettore, anche attraverso l’esperienza culturale di cose non molto conosciute o che non hanno sfondato il tetto del grande pubblico.ll volume è per sua natura divulgativo. Pertanto, anche se viene catalogato come “saggistica”, non è indirizzato a un lettore di profilo medio-alto. O almeno, non per forza. Il libro, infatti, non risulta ostico a un lettore non esperto e può davvero essere apprezzato anche da un lettore poco avvezzo alla saggistica. Penso che questo possa essere uno dei suoi maggiori punti di forza, in senso editoriale. Un altro punto di forza è la possibilità di inserire nei vari capitoli QR Code con link a diversi contributi, che possono trasformare il libro in una sorta di ipertesto, o di testo multimediale. Per fare un esempio, il lettore potrebbe ascoltare Anna di Francia di Claudio Lolli prima di leggere il capitolo a essa dedicato, o durante la lettura o anche dopo, per rintracciare la bontà o meno di quanto detto. Inoltre, data la natura del libro, è possibile prevedere anche la creazione di un blog (o eventualmente una pagina Facebook) sul quale ampliare le suggestioni o le considerazioni che magari avevano bisogno di più spazio. Anche le presentazioni potrebbero seguire il medesimo schema multimediale.