giovedì 15 luglio 2010
(Post n° 376) Quando la storia è un optional
La settimana scorsa gli attivisti conservatori del Tea Party dello Iowa hanno fatto apparire un cartellone con i tre ritratti di Hitler, Obama e Lenin, accomunati sembra dalla parola socialismo. La parola appunto, ma usata senza neanche saperne i significati. Che cosa ne possono sapere i discendenti di chi ha massacrato, in un modo o in un altro, gli indiani Iowa del socialismo e della storia? L'assunto di base del cartellone e degli attivisti che l'hanno "concepito" è che Obama starebbe in gran segreto progettando di far cadere gli Stati Uniti nel baratro del socialismo. Una risata e un pernacchione sarebbero d'obbligo, ma passiamo oltre. Perché la pericolosità insita nel cartellone e nell'accostamento barbaro che vi è stato fatto non riguarda tanto il presente, quanto il passato e l'idea che se ne ha. Associare l'iconografia di Hitler con una cosa scientificamente seria come il socialismo è come dire: state attenti, perché il peggior dittatore della storia era in realtà un socialista al soldo dei sovietici! E se il capitalismo sta distruggendo il mondo, be', l'alternativa non è neanche da prendere in considerazione. Il che ci porta alle conclusioni, riguardo le inesattezze storiche del cartellone. Se proprio si vuole paragonare qualcuno con Hitler, questo dovrebbe essere Stalin e non Lenin, per tanti motivi pratici e perché il vero teorico del socialismo in un solo paese è stato appunto il primo. Ma a quel punto lo slogan, «In tempi difficili, i paurosi e gli ingenui sono sempre attratti dai radicali carismatici», sarebbe risultato fallace, fin dalle fondamenta, come una festa a base di tè, dove se ti ubriachi ti trovi all'istante nel 1773, e dalla parte sbagliata.
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