lunedì 8 marzo 2010
(Post n° 291) Come si fa la festa alle donne
Napolitano alle donne: "Preparatevi a esigere da chiunque e in qualsiasi circostanza, nel lavoro, nella famiglia, nell’attività politica, il rispetto della vostra dignità di donne. È la premessa, è la condizione per ogni vostra autentica affermazione e conquista". Il Presidente della Repubblica ha già dimenticato che in mezzo ai milioni di italiani traditi dalla sua decisione di firmare il vergognoso decreto salva-liste ci sono anche tantissime donne. E quel decreto non rispetta la dignità di nessuno, se non di chi non ce l'ha o è abituato a vederla stampata sotto alle suole delle scarpe. Ancora Napolitano: "Ho voluto dedicare la cerimonia dell'8 marzo alle 'donne di domani' perché rappresentano una ragione di speranza e di fiducia per il nostro Paese. E di speranza e fiducia in questo momento abbiamo bisogno". Le donne di domani sono già tutte quasi irrimediabilmente trombate, grazie alla politica classista del nostro governo e ai paletti democratici che il Presidente della Repubblica non mette. E poi, oggi non abbiamo bisogno di "speranza e fiducia": oggi abbiamo bisogno di legalità e di regole. La cosa che colpisce maggiormente è che un anziano come come Napolitano possa avere così sul cazzo le generazioni presenti e future da contribuire ad inguaiarle in questo modo becero. Ieri ho avuto una visione. Ho visto Napolitano come un maestro di musica, un maestro di musica che firmava il decreto salva-liste con la penna per non firmarlo con i pezzi del suo cervello. E ho concluso questo: neanche Cossiga è stato peggio di questo Presidente.
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